Dal giallo “Un vecchio tappeto persiano”

Dal giallo “Un vecchio tappeto persiano”

“La notte porta consiglio” diceva un proverbio, ma chi l’aveva detto? A Cantagallo non capitava mai. Gli bastava sfiorare la federa del cuscino per piombare nel sonno più profondo. Non aveva mai sognato consigli o suggerimenti. E soprattutto non lo aveva mai desiderato prima di addormentarsi. Si perse dietro a questo pensiero mentre dalla sua terrazza osservava l’orizzonte, dove l’astro notturno stentava a farsi vedere, chissà poi perché. Se valeva il detto: “Gobba a ponente, luna crescente”, quella notte poteva valere anche quello che si era inventato testé: “Plenilunio a levante, luna riluttante”.
La luna piena indugiava fra le mura del Cassero, sopra la pendice orientale del Colle Tondo. Come una grande diva, si faceva attendere. Non voleva farsi vedere perché la sera prima, alla tv, uno scienziato saputello aveva detto che sarebbe apparsa più grassa o più grossa, non ricordava bene. Il saputello aveva aggiunto che quel particolare effetto era dovuto a un cambiamento astrale, eccetera eccetera eccetera. Saputello di uno scienziato, tutto chiacchiere e occhiali! Un pettegolezzo bello e buono, altroché! Ma che cambiamento e cambiamento, era solo un po’ più in forma, ecco tutto. Se non era tirata in ballo per vampiri o lupi mannari, c’era sempre uno scienziato di turno che metteva in giro una maldicenza. E da chi era stato imbeccato? Ma certo, da quelle sue cugine alla lontana parecchio: le stelline dei segni zodiacali. Invidiose, imbrillantinate e impertinenti che da sempre influenzavano i miseri mortali. Mentre ci rimuginava, a un tratto, lungo le mura furono accese delle fiaccole, le cui fiamme avrebbero reso ancor più suggestivo il chiaro di luna. Quello era il momento giusto. Ruppe gli indugi e si mostrò in tutto il suo splendore. Nel sollevarsi notò, nella parte centrale del colle, un’ampia zona illuminata che brulicava di persone. Non capiva tutto quel gran fermento, proprio la sera di quel ventuno di giugno. Rimase lì, un po’ perplessa. Pensava e ripensava, ma quella data non le faceva venire in mente proprio niente. Si rassegnò, senza preoccuparsene troppo. D’altronde la sua natura lunatica non la obbligava di ricordare tutti gli avvenimenti del calendario e non le dette importanza. Ma non era l’unica a non essere interessata.

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Informazioni su Fabio Marazzoli

"Scrivere gialli è la mia passione e non è facile. Fare leggere i miei gialli agli altri è il mio desiderio ma è ancora più difficile. L'importante è credere in una storia da raccontare e in un personaggio che "accompagni" il lettore lungo tutto il percorso di un racconto, nel senso di "fargli compagnia", come fra amici durante un viaggio. E come un viaggio che dopo averlo trascorso si conclude, anche il giallo, la storia raccontata, termina e ha una sua fine. Il bello però non è finito perché per una storia che finisce un'altra è pronta ad iniziare e con essa un altro viaggio. Allora, in vettura! E buon viaggio con i gialli del commissario Cantagallo."

Pubblicato il 18 gennaio 2015 su Uncategorized. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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