Racconti

Il primo racconto inedito del commissario Cantagallo

Il racconto può essere letto GRATIS su Valdelsa.net “Il filo di Arianna”

“Il filo di Arianna”

Niente arma del delitto e niente testimoni in un’indagine che è appesa a un filo. Il delitto di una donna e il rapimento di una ragazza s’intrecciano in questo nuovo giallo del commissario Cantagallo. Ma i crimini commessi non sono i soli a intrecciarsi in questo racconto. Del filo da imbastire arrotolato trovato sul luogo del delitto attira l’attenzione del commissario, mentre una nonna che fa la sarta, due arzille signore e uno strano uomo del gas completano l’intreccio di questa indagine. Cantagallo ha molto filo in mano e come un abile tessitore riesce a tessere una fitta trama per intrappolare l’assassino. Non solo i fili, ma anche i ricordi delle letture scolastiche della Divina Commedia aiutano il commissario e gli fanno venire in mente un’idea geniale per smascherare il colpevole e liberare la ragazza. Voi vi chiederete: ma che c’entra la Divina Commedia con la soluzione del delitto e del rapimento? Lo saprete presto, ma per ora: “Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e… più non dimandare”.

La prima indagine siciliana del commissario Cantagallo

Il racconto può essere letto GRATIS su internet “Il barone di Occhiolà”

“Il barone di Occhiolà”

Prima indagine siciliana per il commissario Cantagallo e altri fatti intricati da sbrogliare per un delitto di un uomo ucciso a colpi di pistola. Cantagallo non si tira mai indietro, soprattutto se lo coinvolge il suo amico maresciallo Saro Bompensiere, paesano della moglie del commissario e comandante della Stazione dei Carabinieri del paese di San Rocco Etneo. Cantagallo si trova in ferie con la famiglia a Capobianco, paese nativo della moglie, dove abitualmente torna ogni anno per passare le ferie di fine estate. Il maresciallo incontra per caso Cantagallo mentre è in visita ai mosaici della Villa del Casale a Piazza Armerina. Bompensiere chiede al commissario di dargli una mano perché è alle prese con il delitto “fituso” di un uomo trovato morto ammazzato dentro un’auto vicino ad una stradina di campagna nei pressi del paese di Grammichele. Il maresciallo Bompensiere sta indagando da parecchi giorni, ma non riesce a venirne a capo. Tutti i fatti spingono le indagini verso l’archiviazione d’ufficio per un delitto, come tanti altri, commesso da ignoti. Bompensiere non ci sta e vuole vederci chiaro. Nel giro di pochi giorni il maresciallo dovrà fornire una risposta al Sostituto Procuratore Turiddu Marturana, con il quale non scorre buon sangue. Marturana vuole archiviare il delitto rapidamente perché è convinto che si tratti di un comune delitto commesso da balordi della zona. Il commissario Cantagallo analizza i fatti e pochi sono gli elementi per la costruzione del suo “mosaico criminale”. Tutto sembra semplice, ma non è così. Il ritrovamento di un misterioso telegramma in dialetto siciliano riapre l’indagine verso una nuova pista investigativa e verso il vero insospettabile assassino. Tutto sarà svelato all’ultimo momento e l’omicida sarà smascherato da un abile stratagemma del commissario Cantagallo. Non sarà comunque una cosa facile perché Cantagallo conosce benissimo quel proverbio che dice: «Chi vuole il pesce pigliare, il culo in mare si deve bagnare!».


Il secondo racconto inedito del commissario Cantagallo

Il racconto può essere letto e ascoltato GRATIS su Uicisiena.org  “Lo sguardo nel buio”

“LO SGUARDO NEL BUIO” diventa un audio-libro per non vedenti

“Lo sguardo nel buio” è stato accolto con favore dal dottor Massimo Vita, presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Siena. L’associazione ha disposto la diffusione del racconto inedito del commissario Cantagallo fra i propri soci, ma con una grande novità tecnologica. Il racconto, infatti, è stato messo a disposizione nel formato e-book a grandi caratteri per gli ipovedenti e nel formato audiobook per i ciechi. Il libro è consultabile sul sito www.uicisiena.org dell’Uici di Siena. Il libro è stato pubblicato nella sezione “Libro parlato” e da qui è possibile scaricarlo in 2 formati diversi. Il libro è il primo a comparire nella nuova sezione “Libro parlato” dell’Uici di Siena.

“Lo sguardo nel buio”

La notte scura di Collitondi si colora di rosso per il sangue versato sul selciato da un povero cieco barbaramente ucciso in una tetra viuzza del paese. Omicidio compiuto da alcuni balordi oppure una tragica coincidenza di un uomo che non doveva trovarsi in quel luogo in quel momento? A questi e altri quesiti deve rispondere il commissario Cantagallo. Il Questore Zondadari, invece, non si pone domande e vuole archiviare il caso. Per il Questore si è trattata di una tragica fatalità: uno scontro fra bande rivali della malavita cinese locale, dove il cieco si è andato a infilare per puro caso. Cantagallo replica e non accetta la versione dei fatti del suo capo che non sta ritta nemmeno con i fili. Il Questore agita davanti agli occhi del commissario lo spauracchio delle ‘Furie gialle’ e Cantagallo sventola davanti a quelli di Zondadari quello di una magra figura investigativa immortalata dalla carta stampata dei giornali locali. Il commissario convince il Questore, e inizia la sua ricerca certosina di tracce e indizi per scoprire il colpevole dell’omicidio. All’inizio tutto appare troppo plausibile e troppo semplice per essere vero. Cantagallo non è convinto e vuole vederci chiaro perché l’indagine presenta ancora alcuni punti oscuri. Poi, improvvisamente, l’oscurità che avvolge questo caso è squarciata da una luce che illumina la strada giusta di Cantagallo e gli indica il percorso da seguire per comprendere quello che è accaduto. La strada da fare è tortuosa e tutti i meandri sono analizzati nella stanza da lavoro del commissariato che è un vero e proprio laboratorio investigativo. Analizzare le tracce è il pane quotidiano di Cantagallo che troverà anche il tempo di fare un salto a un ristorante cinese, ma non per mangiare. Allora in questa storia c’entrano davvero i cinesi? Forse sì e forse no. Senz’altro il colloquio del commissario con un certo signor Miao apre uno spiraglio nel buio dell’indagine. Alla fine c’è un colpo di scena e il colpevole cade nell’astuta trappola costruita dal commissario. Cantagallo compie un tormentato arresto e cattura l’omicida che con un delitto voleva cambiare il proprio destino. Forse l’assassino faceva meglio a conoscere le lingue orientali, dove un antico detto cinese dice: “È più facile deviare il corso di un fiume o spianare una montagna che cambiare l’animo di un uomo”.

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